Healthio ed Health2.0, la Fiera della Salute e dell’Innovazione in Sanità, si è svolta a Barcellona dal 3 al 5 maggio. Ha avuto più di 3000 visitatori, 95 standisti e circa 200 tra conferenze e presentazioni.

Ho partecipato alla sessione plenaria “Empowering patients and connecting them with the health system”.

Il tema è stato sviluppato con una tavola rotonda cui hanno partecipato professionisti della salute, esperti di innovazione e pazienti.

Mi limito a riportare alcuni dei concetti emersi oltre alle mie sensazioni personali.

Tra gli attori del Sistema Salute vi sono le assicurazioni, i fornitori, le strutture sanitarie, pubbliche e private, la medicina sul territorio e per il territorio e infine i pazienti.

Per l’industria ed il sistema in generale, viene considerato, come utilizzatore finale, il medico di base, che è comunque un traslatore dei bisogni ed aspettative dei pazienti.

Oggi sono tutti d’accordo che il sistema deve cambiare ma nessuno sa come e comunque il cambiamento necessita di tempi lunghi.

“Empowering patients” deve significare anzitutto il riconoscimento della centralità del paziente e la capacità di comprenderne in modo sistematico e scientifico i suoi bisogni e le sue aspettative.

In questo cambiamento un ruolo fondamentale sarà esercitato dall’innovazione tecnologica.

La domanda cui hanno solo tentato di rispondere i partecipanti alla tavola rotonda è stata su come utilizzare al meglio la tecnologia in modo efficace e trasparente per tutti gli attori interessati.

La tecnologia permette nuovi ed innovativi metodi di trattamento, nuovi metodi di registrazione dei dati e nuovi metodi per condividere informazioni con più interlocutori, rendendo più forti i professionisti della salute, i medici di base e i pazienti.

Il medico di base può arricchire il suo data base di conoscenze sul paziente con tutte le informazioni a disposizione delle strutture sanitarie migliorando le sue prestazioni a favore del paziente, garantendogli un maggior controllo sulle spese mediche e riducendo al tempo stesso i costi. Naturalmente ciò significa sensibilizzazione anche di questa categoria medica con coinvolgimento e formazione.

Le nuove soluzioni digitali innovative nei sistemi sanitari possono anche consentire l’acquisizione di informazioni sul paziente in modo rapido.

Si pensi, come esempio riduttivo, al medico del Pronto Soccorso che chiede al paziente, magari anziano o comunque in non perfetta forma, quali malattie ha o ha avuto, quali allergie o quali medicine sta usando e che invece potrebbe, in tempi ridottissimi avere informazioni certe e complete sul paziente che sta esaminando.

Ma la tecnologia oggi da maggior potere anche al paziente rendendolo più maturo. Anzitutto fa sì che il paziente non debba essere più considerato un utente, cioè un cliente che non può scegliere, ma gli consenta più conoscenza ed autonomia, trasformandolo da soggetto passivo ad attivo ma, al tempo stesso, attribuendogli più responsabilità nel sistema salute.

Il paziente può cercare autonomamente informazioni su una certa patologia, sugli esami necessari e sugli specialisti più accreditati sulla materia e più vicini a lui. Può anche ricevere un segnale che gli ricordi l’assunzione di un farmaco e poi a disposizione tutta una serie di strumenti innovativi per tenere sotto controllo il suo stato di salute.

La discussione ha anche toccato argomenti più generali. L’ospedale è il fallimento di una comunità, ha affermato, un urbanista presente. Una miglior qualità della vita, l’ambiente, la mobilità dovrebbero consentire, se non la sua scomparsa, almeno una sua ridefinizione. Purtroppo, invece, è proprio il contesto in cui viviamo che provoca o favorisce certe patologie e il necessario ricorso a strutture sanitarie.

A conclusione della sessione plenaria sono stati sottolineati quattro punti:

  1. make health care easy;
  2. share data but have mediators to help patients understand it;
  3. get data automatically;
  4. address human needs through community contact as well as personal contact.

Siamo solo agli inizi e resta tantissimo da fare. Per fortuna però ci sono già delle realtà che stanno cercando di rendere reali questi quattro cardini sopra citati e stanno rivoluzionando il nostro approccio con la salute.
Molte di queste erano presenti all’edizione 2017 di Health2.o ed Healthio a Barcellona ed ho avuto l’opportunità di intervistarle. Sul canale YouTube puoi vedere tutte le interviste complete.

La rivoluzione che sta cambiando il modo con cui pazienti e medici si relazionano tra di loro e con il sistema salute non è più un qualcosa di distante. E’ una realtà.
Tutti gli attori coinvolti, siano essi medici, strutture sanitarie, farmaceutiche, produttori di dispositivi medici o associazioni di pazienti, devono prendere atto di questa health disruption ed agire oggi per non ritrovarsi fuori dai giochi.

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